Benvenuti a Calice Ligure (Liguria): la storia dell’host Maurizio
“Quello che spero di lasciare agli ospiti è semplice: un ricordo di pace, di tranquillità, di autenticità. Qualcosa di Calice che resta anche dopo il ritorno a casa.”
C’è chi visita la Liguria per il mare e chi, invece, scopre che l’anima più autentica si nasconde qualche chilometro più in là, tra sentieri silenziosi e piccoli paesi che resistono al tempo. In questa parte dell’entroterra ligure, il paesaggio conserva ancora tracce di una tradizione secolare fatta di terrazzamenti e muretti a secco, una tecnica riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, che racconta il profondo legame tra le comunità locali e il territorio. Maurizio, 41 anni, appartiene a questo secondo mondo: è un ottico optometrista che vive a pochi minuti da Finale Ligure, a Calice, dove è nato e cresciuto.
La sua casa non è solo un alloggio: è memoria, è il luogo dove ha vissuto insieme ai suoi nonni. Quando, nel 2021, sua nonna, a 93 anni, è venuta a mancare, quella casa ha rischiato di restare solo un ricordo, invece, è diventata un nuovo inizio con Airbnb. Piccola, raccolta, la casa di Maurizio si apre su una splendida terrazza privata affacciata sulla suggestiva Rocca di Perti. Intorno, natura viva, silenzio, pace. A cinquanta metri si trova il centro di Calice, con i suoi ritmi lenti e la sua comunità unita, e, poco più in là, il mare.
L’idea di diventare host su Airbnb è nata quasi naturalmente, come un modo per dare continuità a quel luogo e condividerlo con il mondo. Oggi conduce l’attività insieme alla mamma: lei si occupa dell’accoglienza, e delle pulizie. Nel frattempo, Maurizio gestisce anche un ristorante, punto di riferimento a Noli, e insieme ai genitori continua a lavorare nel negozio di ottica. Una vita piena, ma con un filo rosso: la casa di Calice.
Grazie ad Airbnb, gli ospiti arrivano da lontano – per la maggior parte dalla Germania e dalla Svizzera, ma non mancano turisti dalla Svezia, e persino dagli Stati Uniti e dall’Australia. Una vetrina globale che ha fatto conoscere Calice a chi non ne aveva mai sentito parlare. .

“Airbnb secondo me è la piattaforma ideale per valorizzare questo aspetto dell’ospitalità, del contatto umano e del conoscersi. Noi ci diamo da fare nell’accogliere la persona che viene proprio per questo motivo, perché si aspetta quello”.
L’accoglienza per lui è fatta di piccole attenzioni: l’olio locale come pensiero di benvenuto, una curata selezione di ristoranti e luoghi da vedere che condivide attraverso una raccolta di suggerimenti appositamente creata. Per chi viaggia in bici, un turismo molto frequente da queste parti, mette a disposizione consigli e attrezzatura per la loro manutenzione e pulizia.Tra i consigli, alcune piccole chicche locali, come “la gelateria più buona di Calice” (e, a detta di Maurizio, di tutto il mondo!), la via vecchia che attraversa il paese, silenziosa e romantica, i percorsi per le bici, le suggestive falesie e i piccoli angoli che solo chi vive lì conosce davvero. Fornisce mappe, libretti, indicazioni dettagliate, e, se qualcosa manca, interviene subito.
“Il paese è proprio una comunità, ci conosciamo tutti e da sempre siamo uniti nelle varie attività che vengono svolte in paese. Ormai 15 anni fa, io e altri quattro ragazzi abbiamo rimesso in piedi la Sagra del Coniglio impanato fritto, che oggi è diventata il fulcro delle attività di tutto il paese: partecipano i bambini, che aiutano a sparecchiare, e gli adulti che cucinano per tutti.”
Perché venire qui? Per rallentare. Per sentire cosa significa davvero stare in un posto, anche se al di fuori delle rotte più battute. Per scoprire che, a volte, i luoghi più piccoli sono quelli che lasciano il segno più grande.
| Calice Ligure, Liguria (1697 abitanti) Nell’entroterra di Finale Ligure, a pochi chilometri dal mare, ma in un mondo diverso, Calice Ligure è conosciuto come il borgo degli artisti: dagli anni Sessanta in poi, pittori, scultori e galleristi italiani e stranieri – tra cui Andy Warhol, di passaggio – hanno trovato qui ispirazione e rifugio, aprendo gallerie e laboratori di serigrafia in un paese di meno di duemila abitanti. L’eredità di quel periodo vive nel Museo d’Arte Contemporanea Casa del Console, ricavato in un palazzo ottocentesco dipinto di rosa, con opere donate dagli artisti che hanno esposto nel tempo. Il borgo conserva tre chiese storiche, un ponte romano lungo la via Julia Augusta e un’identità culturale costruita sul paradosso: più arte contemporanea per abitante di molte città. D’estate concerti in piazza, d’inverno il silenzio dell’entroterra ligure. |