Benvenuti a Isola del Piano (Marche): la storia dell’host Fabiola
“Non ho più avuto bisogno di fare le valigie per conoscere il mondo: da quando sono diventata host con Airbnb, sono le persone a portarmelo a Isola del Piano, con le loro storie, le loro lingue e i loro sguardi. Ogni volta che apro la porta, parto anche io.”
Nata e cresciuta a Isola del Piano, Fabiola rappresenta la quarta generazione della sua famiglia in questo borgo collinare delle Marche. La sua avventura come host nasce da un progetto condiviso con il marito Stefano, che ha dedicato energie e sacrifici per ristrutturare un antico rudere di famiglia, una porzione di un tipico casale marchigiano trasformato in una dimora accogliente. Il nome scelto per la struttura, “Ogni finestra un quadro”, riflette la magia del paesaggio circostante: da ogni stanza si gode, infatti, di una prospettiva diversa sulle dolci colline, con i suoni e le luci che cambiano dall’alba, accompagnata dal canto degli uccellini, fino alla sera, quando la luna si specchia nella piscina della struttura.
L’ospitalità di Fabiola è caratterizzata da un calore autentico e dalla volontà di mantenere un contatto umano diretto: accoglie ogni ospite di persona, perché per lei e per la sua famiglia fare gli host è parte della vita quotidiana, un’attività che si intreccia armoniosamente con gli impegni di tutti i giorni. È infatti un progetto di famiglia, in cui ciascuno mette del proprio: la figlia Sofia gestisce la comunicazione con i viaggiatori – per la maggior parte stranieri, che spesso arrivano per scoprire Isola del Piano da Svezia, Olanda, ma anche Canada, Australia e Stati Uniti – mentre Stefano mostra orgoglioso il suo allevamento di cavalli arabi. La casa è diventata, così, un punto di incontro tra culture, dove ogni membro della famiglia contribuisce ad accogliere e Fabiola orienta i suoi ospiti verso le eccellenze del territorio.

“Ogni volta che apriamo la porta agli ospiti che riceviamo da Airbnb amiamo sentire la loro reazione: un ‘Oh!’ di stupore che si accende nei loro occhi. Quel momento ci ripaga di tutta la fatica, ci ricorda perché abbiamo scelto di essere host e ci dà la voglia di continuare a raccontare, giorno dopo giorno, la bellezza del paesaggio che abbiamo la fortuna di chiamare casa.“
Isola del Piano è riconosciuta come la patria del biologico, e per Fabiola questa è una vera e propria eredità familiare: suo padre, nel 1978, fu tra i soci fondatori delle prime cooperative biologiche della zona. Questa avventura, nata nel 1977 da un “sogno contadino” nel Monastero di Montebello per iniziativa di Gino Girolomoni, ha reso il borgo un simbolo pioniere del biologico italiano ben prima che esistesse una legge nazionale a riconoscerlo. Oggi questa tradizione prosegue attraverso la Cooperativa Girolomoni, e Fabiola invita i suoi ospiti a scoprirla suggerendo l’acquisto delle specialità local o una cena al ristorante del Monastero, dove il menù è interamente biologico. Culturalmente, il borgo di Isola del Piano è parte integrante dell’orbita rinascimentale della vicina Urbino, il cui centro storico è riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità dal 1998. Questo legame artistico è custodito nella Chiesa dell’Annunziata, dove si trovano affreschi attribuiti alla cerchia di Giovanni Santi, padre di Raffaello e pittore di corte proprio a Urbino.
La scoperta del territorio prosegue tra la natura e i sapori locali. Fabiola invita i suoi ospiti a percorrere i sentieri del bosco delle Cesane, ideali per il trekking e la bici, che collegano il borgo alla città ducale. Per chi cerca i sapori autentici, non mancano i consigli sulla pasta di grani antichi, il miele degli apicoltori locali e i vini di qualità delle piccole vigne circostanti. Durante l’estate, la vita del paese si arricchisce di spettacoli teatrali e concerti sul suggestivo Belvedere Montone, offrendo ai visitatori un’immersione totale nella cultura e nella quiete delle colline marchigiane.
| Isola del Piano, Marche (546 abitanti) A 210 metri sul livello del mare, sulla sinistra del Metauro ai piedi dei Monti delle Cesane, Isola del Piano si estende su 23 km² di collina ed è il terzo comune più piccolo della provincia di Pesaro e Urbino. Il nome deriva dal latino insula, a indicare un nucleo abitativo isolato già documentato nel XII secolo. Il destino del paese cambiò negli anni Settanta, quando Gino Girolomoni, giovane sindaco del comune, restaurò il Monastero di Montebello, fondato nel XIV secolo dal Beato Pietro Gambacorta come sede dei Girolamini, e ne fece la culla dell’agricoltura biologica italiana. Oggi nelle cantine del monastero ha sede il Museo della Civiltà Contadina, mentre il comune aderisce all’Associazione Nazionale delle Città del Bio ed è insignito della Bandiera Verde per l’Agricoltura. La pasta biologica di grani antichi prodotta in loco è l’emblema gastronomico del territorio, e ogni estate il monastero ospita la Festa della Pasta Biologica. |