Benvenuti a Marano di Valpolicella (Veneto): la storia dell’host Mara
La storia di Mara è quella di un cambiamento radicale, un salto nel buio che l’ha portata dai laboratori di ricerca e dalla vita frenetica in Inghilterra alla quiete millenaria di Marano di Valpolicella.
“Trent’anni fa avevo appena conosciuto il mio compagno e non sapevamo nemmeno dove saremmo andati. Un giorno, passando per caso, siamo incappati in questo posto che era in vendita e da lì la nostra vita è cambiata. Quando l’abbiamo presa non avevamo alcun progetto.”
Eppure da quell’incontro fortuito è nata una scelta di vita – e, con il tempo, il desiderio di condividerla. La dimora stessa è un frammento di storia che sembra uscito da un romanzo: la struttura è composta da due torri medievali collegate tra loro da un tunnel sotterraneo segreto, una abitata da Mara, l’altra aperta ai viaggiatori che arrivano a scoprire una Valpolicella che le guide tradizionali raramente raccontano. All’interno, Mara ha scelto di offrire due grandi suite, privilegiando la massima privacy e il silenzio assoluto, convinta che il vero lusso oggi non risieda nello sfarzo, ma nello spazio e nell’emozione che un luogo sa trasmettere.
“Ogni mattina ci svegliamo e sorseggiamo un caffè guardando il panorama dei vigneti della Valpolicella: vogliamo che anche i nostri ospiti possano provare quella stessa emozione, condividendo con loro quello che viviamo noi.”
È su Airbnb che Mara ha trovato il canale giusto per raggiungere viaggiatori da ogni angolo del mondo – persone che cercano qualcosa di autentico, lontano dai circuiti più battuti. Il suo segreto sta nel saper leggere i desideri di chi ha di fronte, offrendo una presenza calorosa, ma mai invadente. Ad attenderli al loro arrivo c’è una fiaschetta di vino locale, un piccolo omaggio che riscuote sempre un grande entusiasmo e che le capita di condividere con gli ospiti nell’ampio giardino comune.

“Da questa spontaneità sono nate anche delle bellissime sorprese. Ricordo una coppia di ospiti che, visitando una cantina della zona, trovò una bottiglia di Ripasso che si chiamava proprio ‘Mara’ e decise di regalarmela. Altri mi lasciano fiori o prodotti tipici della loro terra d’origine. Sono piccoli gesti che porto nel cuore e che mi ricordano come, a volte, non serva parlare la stessa lingua per capirsi davvero.”
Mara agisce come una sentinella della bellezza, proteggendo con orgoglio l’anima di questa terra. Per lei, fare l’host significa invitare i viaggiatori a perdersi lungo le marogne, i tipici muretti a secco che, come una trama di pietre antiche, disegnano il profilo delle colline. Non meno suggestivo è il santuario di Santa Maria in Valverde, un rifugio di quiete immerso tra boschi e vigneti, dove la vista panoramica invita al silenzio e a una connessione profonda con lo spirito più selvaggio e sacro della Valpolicella. In questo paesaggio prende forma anche la lunga tradizione dell’appassimento delle uve, tecnica che dà vita all’Amarone e al Recioto della Valpolicella e oggi candidata a diventare Patrimonio Immateriale UNESCO. Un sapere antico tramandato da generazioni che ha modellato non solo la cultura del vino, ma anche il paesaggio, l’architettura rurale e l’identità stessa di questi luoghi.
Marano di Valpolicella custodisce così un equilibrio raro tra natura, memoria e tradizioni, che Mara continua a raccontare ogni giorno attraverso la sua ospitalità.
| Marano di Valpolicella, Veneto (3106 abitanti) Nel cuore collinare della Valpolicella veronese, tra oliveti e vigneti che producono Amarone e Recioto, Marano è la Valpolicella più autentica: meno frequentata dei borghi vicini, con un centro storico in pietra calcarea locale, la chiesa parrocchiale con la cupola da trenta metri e il Monte Castelon dove si trovano i resti di un santuario frequentato sin dal VI secolo a.C., prima pagano e poi dedicato alla dea Minerva. A pochi chilometri, nella frazione di Mondrago, un ponte tibetano lungo cinquantadue metri collega la Valpolicella alla Lessinia sospeso nel vuoto di un vallone, la prima struttura del genere realizzata in Veneto. Le cantine aprono su prenotazione e il risotto all’Amarone vale da solo il viaggio. |