Benvenuti a Mariano del Friuli (Friuli Venezia Giulia): la storia dell’host Elena

“Ho scelto Mariano del Friuli per mettere le radici: un luogo dove la vita ha il ritmo lento delle vigne, il silenzio dei giardini, il profumo delle ciliegie e il calore di incontri che, con semplicità, sanno trasformarsi in casa.”  – Elena, host Airbnb

Nata a Trieste, con un capitolo di vita trascorso all’estero, Elena ha scelto di scommettere su questo piccolo borgo di 1.500 anime immerso tra i vigneti del Friuli-Venezia Giulia. Una scelta consapevole, non casuale. Ha trasformato  la dependance della sua abitazione in un rifugio chiamato “La Dolce Vita” –  nome che non è solo un richiamo al cinema, ma un’eredità affettiva: riprende l’insegna del bar che il suo compagno aveva in precedenza, i cui arredi e fotografie oggi creano un’atmosfera calda e senza tempo.

È durante il COVID che Elena decide di aprire le porte su Airbnb. Un momento difficile, forse azzardato – ma la risposta ha sorpreso anche lei.

“Eravamo in pieno COVID con tutte le difficoltà del momento. Forse è stato azzardato, ma è andata benissimo. Da subito c’è stata una risposta enorme: non solo in termini di numeri, ma di persone che si innamorano della zona, della casa e dell’esperienza. Airbnb ci rinnova davvero l’entusiasmo, è stata una nuova linfa per noi.”

In questa casa, che Elena gestisce insieme al compagno, l’accoglienza si adatta al respiro dell’ospite. Il grande giardino è un regno di pace molto amato da chi cerca un relax autentico lontano dal rumore della città. Fare l’host, per Elena, significa essere una sarta dei dettagli: se all’inizio della sua avventura aveva sottovalutato l’importanza di lasciare i calici da vino ai suoi ospiti, oggi quegli stessi calici sono i protagonisti di brindisi spontanei in giardino, accompagnati da un piatto di affettati locali, bruschette o le ciliegie appena colte dai loro alberi – piccoli gesti che trasformano un soggiorno in un ricordo.

Mariano del Friuli si rivela una bussola strategica per esplorare una regione dai mille volti: in meno di un’ora si passa dalle acque color smeraldo dell’Isonzo alle vette innevate delle Alpi Giulie, dai resti romani di Aquileia – Patrimionio UNESCO –  alle colline del Collio, dove i confini con la Slovenia sfumano tra i filari. Elena per i suoi ospiti ha realizzato un libricino in doppia lingua con i suoi posti del cuore, guidandoli tra i sacrari della Grande Guerra, le osterie meno note, convinta che il ruolo dell’host sia proprio quello di farsi ambasciatore di una bellezza che va raccontata e tramandata con passione. 

Ogni ospite, su Airbnb, diventa un’occasione per migliorarsi — e a volte per stupirsi. Come quella volta in cui un viaggiatore arrivato da lontano ha consegnato al museo locale le lettere di un antenato caduto in guerra, ritrovate quasi per caso in una soffitta. Storie che nascono da un soggiorno e restano nell’anima.

“Con una famiglia della Repubblica Ceca , è nata una vera amicizia che va oltre il semplice rapporto tra host e ospite. Airbnb è stato uno strumento non solo per soddisfazioni economiche, ma anche e soprattutto personali. Oltre a sentirci, c’è stato addirittura uno scambio vero e proprio: siamo andati noi a trovarli a casa loro È un’esperienza che arricchisce moltissimo, soprattutto sul piano umano.”

Su Airbnb, “La Dolce Vita” non è solo il nome di una casa. È un modo di accogliere.

Mariano del Friuli, Friuli-Venezia Giulia (1447 abitanti). Nella pianura isontina, a poca distanza da Gorizia, Mariano del Friuli è paese del vino, Città del vino dal 2019, ai margini del Collio, la zona che produce alcuni dei bianchi più eleganti d’Italia su suoli di ponca, marne e arenarie. Il paese è anche il luogo natale di Dino Zoff. Nel centro storico, la cappella della Santissima Trinità del XV secolo conserva affreschi attribuiti ai fratelli Negro, mentre la frazione di Corona custodisce la chiesa dei Santi Maria e Zenone con una Via Crucis di Gino De Finetti. L’economia vinicola ha preso il posto dell’antica industria della sedia, nata qui nel 1880 con una scuola voluta dal governo di Vienna, e le cantine sono il modo più diretto per capire il territorio.