Benvenuti a Roisan (Valle d’Aosta): la storia dell’host Luisa

“Airbnb mi fa sentire ambasciatrice di quest’aria pulita e di questi monti: non offro solo una casa, ma il silenzio, i profumi e l’anima di Roisan.” – Luisa, host Airbnb

Esistono luoghi che sono bussole silenziose, capaci di orientare il cuore dei viaggiatori verso la bellezza più pura. Roisan, a pochi chilometri da Aosta, è uno di questi: una terrazza naturale dove l’aria è pulita, il cielo notturno è un tappeto di stelle e il rumore della città sembra essersi fermato per ascoltare il respiro della montagna. Qui vive Luisa, 50 anni, una donna che dopo quindici anni passati a “leggere le persone” vendendo automobili, ha scelto di mettere la sua empatia al servizio dell’accoglienza.

“Sono arrivata a Roisan grazie alla casa di mio nonno: quello in cui soggiornano gli ospiti è stato il mio primo appartamento quando sono andata a vivere da sola. Lì sono rinata, ho un legame affettivo profondo con quella casa, e penso che si senta.”

Per Luisa, la casa di Roisan non è un semplice edificio, ma un nido intriso di ricordi e di un’energia profonda che oggi ha deciso di condividere con gli ospiti di Airbnb, insieme al marito Giorgio e ai figli. Non è un appartamento anonimo o una fredda vetrina di design, ma una casa “vera”, vissuta, dove gli ospiti trovano tutto ciò di cui hanno bisogno, dai libri e i giochi per i bambini ai piccoli oggetti del quotidiano.

L’avventura di Luisa è iniziata quasi per gioco, come un desiderio di portare aria pulita nella propria vita e in quella degli altri. Oggi, questa passione l’ha portata a conoscere viaggiatori da ogni angolo del globo: dal Canada al Giappone, passando per Dubai. Ogni incontro lascia una traccia: c’è chi ritorna portando in dono sciroppo d’acero e chi da lontano è rimasto in contatto intraprendendo un’amicizia a distanza.

“Un ragazzo che arrivava da Roma un giorno mi ha guardata e mi detto: «Voi siete stati scelti, siete i custodi di questa valle.» e questa cosa mi ha emozionata molto perché è vera!”

L’accoglienza per lei è un rito fatto di piccoli gesti che restano nel cuore. D’estate, gli ospiti Airbnb trovano i prodotti freschi del suo orto, zucchine, basilico, pomodori; in ogni stagione c’è un pezzetto di Valle d’Aosta ad attenderli, che sia un pezzo di fontina o una bottiglia di Génépy. Ma il dono più prezioso è un piccolo galletto di legno, simbolo della Valle d’Aosta intagliato a mano da suo papà, che racchiude l’anima di una terra dove ancora oggi la Désarpa, la discesa delle mandrie dagli alpeggi, scandisce le stagioni come ha fatto per secoli, un rito antico che l’UNESCO ha riconosciuto patrimonio immateriale dell’umanità.

Luisa non si limita a consegnare le chiavi ai suoi ospiti Airbnb; ma li accompagna alla scoperta di una valle segreta. Suggerisce il lago di Bionaz per chi cerca il silenzio, o il sentiero sotto casa per chi vuole arrivare fino ad Aosta a piedi. Il suo posto del cuore, però, è Chamois, un villaggio incantato a cui le auto non hanno accesso, dove si sente solo il rumore del vento e delle cavallette. E se la fortuna vuole che il soggiorno coincida con il tradizionale Carnevale, gli ospiti potrebbero avere la fortuna di veder spuntare tra le strade di Roisan le Landzette, i coloratissimi costumi di velluto tempestati di specchi e sonagli, in un’esplosione di folklore unica.

Roisan, Valle d’Aosta (1014 abitanti). A sette chilometri da Aosta, nella bassa Valpelline, Roisan è un comune sparso di poco più di mille abitanti che d’inverno chiamano la propria valle Coumba fréda, la “valle fredda” in patois, e che conserva una peculiarità notevole: non ha un monumento ai caduti, perché San Vittore, soldato romano e patrono della parrocchia, avrebbe protetto tutti i giovani del paese nelle due guerre mondiali. La chiesa del XV secolo domina il nucleo principale, mentre a Rhins si trova la casa-forte costruita intorno al X secolo. La Becca di Viou, a 2.855 metri, offre un panorama a 360 gradi su Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Combin. A carnevale il paese si riempie per la sfilata delle Landzette, maschere tradizionali ispirate alle truppe napoleoniche del 1800.