Benvenuti a Santa Caterina dello Ionio (Calabria): la storia dell’host Monica
Alcuni posti accompagnano una vita intera, anche quando li si scopre da bambini. Per Monica, Santa Caterina dello Ionio è sempre stato questo: un posto del cuore dove tornare estate dopo estate. Arrivata per la prima volta da Parma negli anni Settanta durante una vacanza in famiglia, si è innamorata subito di questa parte di Calabria, del mare intenso, della natura e dell’accoglienza spontanea delle persone del paese.
Dopo anni trascorsi nel Nord Italia a lavorare come impiegata amministrativa, undici anni fa la sua vita ha avuto una svolta radicale: “Per problemi di salute, ho deciso di anticipare la pensione. Sono venuta qui e ho ristrutturato una casa sul Golfo di Squillace, a Santa Caterina che si trova su un monte. Ho iniziato a vivere qui, in un quartiere che era stato incendiato. Tutto era stato abbandonato, questa parte era il centro storico. Io sono arrivata, ho visto lo spazio, il Golfo, l’azzurro del mare, il verde delle montagne, e ho detto: questo è il mio luogo.”
Dalle finestre della casa di Monica si vedono l’alba sullo Ionio e, nelle sere limpide, la luna piena riflessa sull’acqua. Poco distante dal borgo si trova anche la Cattolica di Stilo, simbolo della Calabria bizantina e candidata a diventare Patrimonio UNESCO insieme ad altri importanti siti basiliani della regione: una testimonianza della profonda eredità greco-orientale che ancora oggi caratterizza tutta questa fascia della costa ionica. A pochi chilometri c’è Stilo con la Cattolica, e poco più lontano il sito archeologico di Kaulon, dove si trova il più grande mosaico ellenistico d’Europa, affacciato quasi direttamente sul mare e visitabile al tramonto insieme agli archeologi che ne raccontano la storia.
Monica, in maniera del tutto spontanea, ha deciso di mettere a disposizione dei viaggiatori il monolocale sotto casa, inizialmente pensato per ospitare la madre durante le sue visite. Lo ha pubblicato su Airbnb senza grandi aspettative, convinta che pochi avrebbero scelto un paese poco conosciuto come Santa Caterina dello Ionio. Invece, stagione dopo stagione, sono arrivati ospiti da tutta Europa e perfino da luoghi lontani come Islanda, Patagonia e Australia.
Ad arrivare sono soprattutto giovani viaggiatori, spesso alla ricerca di tranquillità, silenzio e ritmi più umani. Monica li accoglie con semplicità e spontaneità: un mazzetto di origano raccolto in giardino, consigli sinceri sui dintorni, una chiacchiera davanti al panorama. Per lei l’ospitalità non è qualcosa di costruito, ma un modo naturale di far sentire le persone a casa.
Santa Caterina dello Ionio è un piccolo borgo sospeso tra mare e montagna, ancora lontano dal turismo di massa. In pochi minuti si passa dalle spiagge dello Ionio ai boschi dell’entroterra, tra sorgenti, sentieri e paesi antichi. Qui gli ospiti scoprono una Calabria fatta di natura, feste di paese e catoi, le antiche cantine scavate nella roccia. È anche una terra legata alla cultura bizantina del Mediterraneo, che ha lasciato testimonianze come il Codex Purpureus Rossanensis, riconosciuto Patrimonio UNESCO della Memoria del Mondo.

“Una ragazza mia ospite era arrivata dalla Lettonia e dopo aver scoperto questo luogo, ha deciso persino di comprare qui una casa: un esempio di come molti viaggiatori trovino in questo angolo di Calabria un senso di pace e appartenenza difficile da dimenticare”.
Per Monica ospitare significa soprattutto questo: offrire alle persone la possibilità di rallentare, respirare e riscoprire il valore delle cose semplici. Anche solo per qualche giorno, vivere una dimensione più autentica, dove il tempo sembra scorrere in modo diverso.
| Santa Caterina dello Ionio, Calabria (1922 abitanti) Su una collina a 500 metri sul livello del mare, tra i calanchi argillosi e il blu dello Ionio che si intravede tra i vicoli, Santa Caterina dello Ionio è un borgo antico che deve la sua origine alle incursioni saracene: fondata intorno all’anno 1000 dagli abitanti della costa in cerca di rifugio, conserva ancora oggi la Porta dell’Acqua, unica delle quattro porte medievali rimasta in piedi. Il territorio scende dalla collina fino alla marina, con spiagge della Costa degli Aranci e, nei fondali tra Santa Caterina e Badolato Marina, il relitto del Cosala, nave affondata da un siluro nel 1943 e oggi a oltre quaranta metri di profondità. Le montagne delle Serre, a ridosso del borgo, collegano il Parco dell’Aspromonte con la Sila e portano alle cascate di Valli Cupe – tra gli scenari naturali più spettacolari della Calabria. |